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 L'autore ha elaborato un gioco che fosse capace di soddisfare 3 esigenze fondamentali: L'autore ha elaborato un gioco che fosse capace di soddisfare 3 esigenze fondamentali:
-  * **numero elevato di giocatori**: almeno fino a 10 giocatori +  **Numero elevato di giocatori**: almeno fino a 10 giocatori 
-  * **completezza**: l’ideatore possedeva già una dozzina di giochi in scatola, ma ognuno di essi era improntato su un aspetto specifico //(commercio o conquista o strategia o diplomazia)// e nessuno copriva a 360° tutte questi aspetti +  **Completezza**: l’ideatore possedeva già una dozzina di giochi in scatola, ma ognuno di essi era improntato su un aspetto specifico //(commercio o conquista o strategia o diplomazia)// e nessuno copriva a 360° tutte questi aspetti 
-  * **giocabilità**: basta con giochi che hanno solo un paio di regole odiose o inadatte o incomplete+  **Giocabilità**: basta con giochi che hanno solo un paio di regole odiose o inadatte o incomplete
  
 Nel 1988, dopo centinaia di partite a **RisiKo!**, **Monopoli** e **Marco Polo** è stata data vita alla prima versione di Medioevo Universale, allora battezzato **Mesciòt** //(mischiotto in dialetto bergamasco)// proprio in riferimento al fatto che venivano utilizzati più parti di giochi in scatola: la mappa di Marco Polo, le armate di RisiKo! e i soldi del Monopoli. Nel 1988, dopo centinaia di partite a **RisiKo!**, **Monopoli** e **Marco Polo** è stata data vita alla prima versione di Medioevo Universale, allora battezzato **Mesciòt** //(mischiotto in dialetto bergamasco)// proprio in riferimento al fatto che venivano utilizzati più parti di giochi in scatola: la mappa di Marco Polo, le armate di RisiKo! e i soldi del Monopoli.
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 Infine, ci fu parecchio lavoro anche sull’ergonomia, il packaging ed il layout finale, tentando di facilitare l’apprendimento del gioco semplicemente consultando la componentistica e annullare quasi completamente l’apertura del regolamento. Il gioco ha regole molto semplici che si intrecciano tra loro: l’obiettivo è stato sempre quello di avere un gioco complesso, ma non complicato.  Infine, ci fu parecchio lavoro anche sull’ergonomia, il packaging ed il layout finale, tentando di facilitare l’apprendimento del gioco semplicemente consultando la componentistica e annullare quasi completamente l’apertura del regolamento. Il gioco ha regole molto semplici che si intrecciano tra loro: l’obiettivo è stato sempre quello di avere un gioco complesso, ma non complicato. 
  
-Negli anni l’autore ha continuato a tagliare e togliere diverse regole che nel 1999 gli sembravano indispensabili, ma col tempo ha imparato a capire a cosa poter rinunciare.+Negli corso degli annil’autore ha continuato a tagliare e togliere diverse regole che nel 1999 gli sembravano indispensabili, ma col tempo ha imparato a capire a cosa poter rinunciare.
  
 Il tempo comunque è stato il miglior amico per tutte queste modifiche, sia perché ha permesso all’autore di osservare i diversi aspetti di volta in volta con occhio diverso e quindi trovare al momento giusto la soluzione migliore, sia perché ha potuto metabolizzare progressivamente l’evoluzione del prototipo senza avere rimorsi sulle scelte fatte. Il tempo comunque è stato il miglior amico per tutte queste modifiche, sia perché ha permesso all’autore di osservare i diversi aspetti di volta in volta con occhio diverso e quindi trovare al momento giusto la soluzione migliore, sia perché ha potuto metabolizzare progressivamente l’evoluzione del prototipo senza avere rimorsi sulle scelte fatte.
  
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