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 ====== Le decisioni euristiche ====== ====== Le decisioni euristiche ======
  
-La decisione, da parte di un individuo, implica un comportamento volontario e intenzionale che fa seguito a un ragionamento. In genere la presa di decisione è messa in atto per poter risolvere un problema. In termini psicologici tuttavia esiste una certa differenza tra decidere e risolvere un problema. Nel problem solving l'atto decisionale è sempre vincolato all’obiettivo che si vuole raggiungere, mentre nel **decision making** l’atto di decisione è rappresentato da un ragionamento di scelta dell’alternativa più adeguata all’interno di una serie di opzioni.+La decisione, da parte di un individuo, implica un comportamento volontario e intenzionale che fa seguito a un ragionamento. In genere la presa di decisione è messa in atto per poter risolvere un problema. In termini psicologici tuttavia esiste una certa differenza tra decidere e risolvere un problema. Nel **problem solving** l'atto decisionale è sempre vincolato all’obiettivo che si vuole raggiungere, mentre nel **decision making** l’atto decisionale è rappresentato da un ragionamento di scelta dell’alternativa più adeguata all’interno di una serie di opzioni.
  
 Le decisioni subottimali che possono derivare da processi decisionali euristici sono note come **pregiudizi cognitivi**. Utilizzando l'euristica, in genere ci si sente abbastanza sicuri delle proprie decisioni e giudizi, anche quando le prove sono scarse e quando si è consapevoli delle proprie inclinazioni cognitive. In linea con questo, i pregiudizi cognitivi specifici sono abbastanza pervasivi e persistenti. Inoltre, sono sorprendentemente sistematici: in un'ampia gamma di condizioni diverse, gli individui tendono a utilizzare euristiche simili e mostrano gli stessi pregiudizi cognitivi. Le decisioni subottimali che possono derivare da processi decisionali euristici sono note come **pregiudizi cognitivi**. Utilizzando l'euristica, in genere ci si sente abbastanza sicuri delle proprie decisioni e giudizi, anche quando le prove sono scarse e quando si è consapevoli delle proprie inclinazioni cognitive. In linea con questo, i pregiudizi cognitivi specifici sono abbastanza pervasivi e persistenti. Inoltre, sono sorprendentemente sistematici: in un'ampia gamma di condizioni diverse, gli individui tendono a utilizzare euristiche simili e mostrano gli stessi pregiudizi cognitivi.
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 I **processi di scelta rapida** evitano //(individualmente)// di dover capire da zero quali processi sono utili e quali sono pericolosi. In base alla presente argomentazione secondo cui l'inconscio si è evoluto come sistema di guida comportamentale e come fonte di impulsi adattivi e di azione appropriati, queste preferenze attivate inconsciamente dovrebbero essere direttamente collegate ai meccanismi comportamentali. Diversi studi hanno ora stabilito questa connessione: i processi di valutazione immediati e non intenzionali sono direttamente collegati alle predisposizioni comportamentali di approccio e di evitamento. **L'idea che l'azione precede la riflessione non è nuova**. Diversi teorici hanno postulato che **la mente cosciente non è la fonte o l'origine del  comportamento**; invece, teorizzano che **gli impulsi ad agire sono attivati ​​​​inconsciamente e che il ruolo della coscienza è quello di guardiano e creatore di significati dopo l'evento**. I **processi di scelta rapida** evitano //(individualmente)// di dover capire da zero quali processi sono utili e quali sono pericolosi. In base alla presente argomentazione secondo cui l'inconscio si è evoluto come sistema di guida comportamentale e come fonte di impulsi adattivi e di azione appropriati, queste preferenze attivate inconsciamente dovrebbero essere direttamente collegate ai meccanismi comportamentali. Diversi studi hanno ora stabilito questa connessione: i processi di valutazione immediati e non intenzionali sono direttamente collegati alle predisposizioni comportamentali di approccio e di evitamento. **L'idea che l'azione precede la riflessione non è nuova**. Diversi teorici hanno postulato che **la mente cosciente non è la fonte o l'origine del  comportamento**; invece, teorizzano che **gli impulsi ad agire sono attivati ​​​​inconsciamente e che il ruolo della coscienza è quello di guardiano e creatore di significati dopo l'evento**.
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-Come ha scritto **Gerd Gigerenzer**, psicologo che ha studiato a lungo le euristiche, la mente può essere vista come una cassetta degli attrezzi //(toolbox)// evolutiva piena di regole del pollice //(rule of thumb)// create e trasmesse geneticamente, culturalmente ed evolutivamente. +{{:gerd_gigerenzer.jpg?nolink&300 |}} Come ha scritto **Gerd Gigerenzer**, psicologo che ha studiato a lungo le euristiche, **la mente può essere vista come una cassetta degli attrezzi** //(toolbox)// **evolutiva** piena di regole del pollice //(rule of thumb)// create e trasmesse geneticamente, culturalmente ed evolutivamente. 
  
 Gigerenzer, ha scritto che //le buone intuizioni vanno oltre la logica//, ma l'asserzione va completata con una precisazione: essa vale solo per gli esperti. Infatti, **può decidere istantaneamente //(e correttamente)// solo chi dispone di precedenti esperienze e conoscenze in uno specifico ambito: solo quando si è bravi in un certo campo ci si può permettere il lusso di smettere di pensare**.  Gigerenzer, ha scritto che //le buone intuizioni vanno oltre la logica//, ma l'asserzione va completata con una precisazione: essa vale solo per gli esperti. Infatti, **può decidere istantaneamente //(e correttamente)// solo chi dispone di precedenti esperienze e conoscenze in uno specifico ambito: solo quando si è bravi in un certo campo ci si può permettere il lusso di smettere di pensare**. 
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 >Ciò che aveva guidato le loro ricerche era la convinzione che il giudizio intuitivo occupasse una posizione intermedia tra il funzionamento automatico della percezione e quello consapevole della razionalità. Tale convinzione era maturata nel constatare gli errori sistematici dei giudizi intuitivi in cui incorrevano ricercatori esperti in statistica. Ciò che maggiormente li colpiva era la discrepanza tra la loro stessa intuizione statistica e la conoscenza statistica: come mai individui che conoscevano benissimo le teorie e i concetti statistici sbagliavano sistematicamente quando facevano delle inferenze statistiche intuitive? Per lavorare su tale problema essi concepirono, basandosi su precedenti ricerche di molti altri, un modello denominato two-system view, nel tentativo di evidenziare le differenze tra il modello di pensiero intuitivo e quello razionale. >Ciò che aveva guidato le loro ricerche era la convinzione che il giudizio intuitivo occupasse una posizione intermedia tra il funzionamento automatico della percezione e quello consapevole della razionalità. Tale convinzione era maturata nel constatare gli errori sistematici dei giudizi intuitivi in cui incorrevano ricercatori esperti in statistica. Ciò che maggiormente li colpiva era la discrepanza tra la loro stessa intuizione statistica e la conoscenza statistica: come mai individui che conoscevano benissimo le teorie e i concetti statistici sbagliavano sistematicamente quando facevano delle inferenze statistiche intuitive? Per lavorare su tale problema essi concepirono, basandosi su precedenti ricerche di molti altri, un modello denominato two-system view, nel tentativo di evidenziare le differenze tra il modello di pensiero intuitivo e quello razionale.
  
-Gli individui credono di essere sempre razionali ma è troppo faticoso e, nella maggior parte dei casi, anche inutile. **La razionalità è necessaria quando ci si trova in un ambito complesso e sconosciuto**: quello è il momento di rallentare e fare lo sforzo di pensare senza lasciarsi travolgere dalle emozioni. Infatti, anche persone intelligenti e aperte, cedono ad alcuni autoinganni //(bias cognitivi)// quali il pregiudizio di conferma //(confirmation bias)// o l'effetto priming. L'importante è capire quando ci si può affidare ad esse nel prendere decisioni, oppure fare lo sforzo conscio di fermarsi a riflettere.+Gli individui credono di essere sempre razionali ma è troppo faticoso e, nella maggior parte dei casi, anche inutile. **La razionalità è necessaria quando ci si trova in un ambito complesso e sconosciuto**: quello è il momento di rallentare e fare lo sforzo di pensare senza lasciarsi travolgere dalle emozioni. Infatti, anche individui intelligenti e aperti, cedono ad alcuni autoinganni //(bias cognitivi)// quali il pregiudizio di conferma //(confirmation bias)// o l'effetto priming. L'importante è capire quando ci si può affidare ad esse nel prendere decisioni, oppure fare lo sforzo conscio di fermarsi a riflettere.
  
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-**LA SOPRAVVIVENZA**+=== LA SOPRAVVIVENZA ===
  
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 +=== COSA SUCCEDE DOPO AVER PRESO UNA DECISIONE? === 
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 +Dopo aver preso una decisione, gli individui sperimentano una varietà di reazioni. Inoltre, le decisioni presenti influenzano il processo decisionale futuro. Molti dei risultati che possono derivare da una decisione sono rimpianto o soddisfazione; entrambi influenzano le decisioni imminenti. 
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 +**Rimpianto** 
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 +Il rimpianto, i sentimenti di delusione o insoddisfazione per una scelta fatta sono un potenziale risultato del processo decisionale. È interessante notare che il rimpianto può modellare il processo decisionale. Il rimpianto anticipato è la convinzione che la decisione sarà il risultato dell'inazione. Il rimpianto anticipato può indurre un comportamento; cioè, quando un individuo indica che farà qualcosa, come l'esercizio, può portare a termine la decisione prevista, per evitare rimpianti. Una volta presa la decisione, l'impatto della decisione, se si sperimenta il rimpianto, avrà un impatto sulle decisioni future. Gli individui possono spesso consumarsi esaminando le altre opzioni disponibili; gli individui provano rammarico in base a come è stata presa la decisione; il rimpianto può dipendere dal numero di opzioni disponibili durante il processo decisionale; e la varietà delle opzioni può influire sul modo in cui il rimpianto viene vissuto dopo che è stata presa la decisione. Gli individui provano rimorso perché sentono di essere state in grado di fare una scelta migliore guardando più informazioni, precedentemente ignorate, e soppesando attentamente i pro e i contro di ciascuna scelta. Inoltre, il rimpianto è amplificato quando gli individui rivisitano le altre opzioni disponibili e considerando quale soddisfazione avrebbe portato loro l'altra opzione. È interessante notare che gli individui insoddisfatti della loro decisione si sentono obbligati ad accettare la decisione, come mezzo per ridurre l'ansia riguardo alla qualità della decisione. 
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 +**Soddisfazione** 
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 +Si riferisce al grado di soddisfazione del decisore per l'esito della decisione. Ci sono molte cose che influiscono sui livelli di soddisfazione. Gli individui preferiscono prendere le proprie decisioni e credono che saranno più soddisfatti delle proprie scelte; tuttavia, quando agli individui vengono offerte solo opzioni indesiderabili, i decisori sono meno soddisfatti di coloro che hanno avuto la scelta fatta per loro. La spiegazione di questo fenomeno è che il decisore si assume la responsabilità della decisione presa. Di conseguenza, se le scelte disponibili sono sbagliate, potrebbero sentirsi responsabili delle scelte sbagliate. Anche affascinante, a parte l'euristica, un'importante strategia decisionale è valutare gli aspetti positivi e negativi delle scelte. Il processo decisionale futuro si basa sulle decisioni passate, nonché sui livelli di soddisfazione o rimpianto. Anche se ci sono prove a sostegno di questa nozione, in molti casi, in particolare quando la decisione può essere revocata, le decisioni possono essere basate sul fattore di reversibilità. Significativo per la soddisfazione degli individui è che essi sono disposti a pagare un premio per l'opportunità di cambiare idea in un secondo momento. 
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